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Guido Paracchini il 12-12-2008 alle 00:24
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Il sistema formativo ha un ruolo centrale nella società odierna, ce lo ricorda ogni programma di ogni governo succedutosi alla guida del nostro paese. Il nostro sistema scolastico è però in grave stallo da molto tempo: siamo in attesa di una riforma organica della scuola secondaria di primo e secondo grado da oltre quarantanni.
L’Università è stata riformata dalla recente legge Berlinguer, con l’introduzione della laurea triennale, ma ancora vive
tra grandi difficoltà.
L’unico segmento riformato più volte e ritenuto il più funzionante, anche da valutazioni provenienti dall’estero, è la scuola primaria. Ebbene questo governo ha iniziato la propria azione riformatrice ( si fa per dire) modificando radicalmente l’impianto pedagogico didattico della scuola elementare!
In realtà il tema della scuola è oggi al centro dell’attenzione mediatica perché è nato un
movimento di lotta, composta da genitori, studenti ed insegnanti
contro le proposte di legge del governo, che intende modificare il nostro sistema scolastico a partire da un piano di risparmio di quasi 8 miliardi da attuarsi nei prossimi 3-4 anni.
Il processo sembra essere condotto alla rovescia : non si sono individuati prioritariamente gli interventi per modificare i punti deboli del sistema ed avviare un progetto generale di riforma ( come si proponevano, anche se da presupposti diversi,
Berlinguer e la Moratti) per poi ricercare le risorse ( anche attraverso il taglio di sprechi, privilegi etc.); ma al contrario è stato deciso quanto tagliare dal bilancio della formazione e conseguentemente si sono determinati gli interventi sul sistema ( attenzione tutti i segmenti ne sono interessati, dalla scuola primaria, alla secondaria di primo e secondo grado, fino all’Università).
Purtroppo il disegno di questo governo è conseguenza, anche, delle mancate risposte ai problemi della scuola dei
governi di centro sinistra, riforme rimaste a metà, interventi di razionalizzazione rimasti incompiuti, a causa
di limiti e
ritardi delle idee e delle proposte, ma soprattutto delle divisioni presenti nello schieramento delle forze di centro sinistra.
A partire da questi limiti e difficoltà
mi pare utile
aprire una riflessione seria ed intellettualmente onesta sulla
nostra idea di scuola e di Università, consapevoli che molti di noi
ragazze e ragazzi del ’68 lavorano od hanno lavorato nella scuola e nell’università,
accumulando un bagaglio di cultura e di esperienze non comune,
capace di produrre idee e proposte che possono essere riversate negli
ambiti professionali, nelle realtà culturali , e perché no, anche in quelle politiche con le quali ciascuno di noi è in contatto.
Per alimentare il dibattito
propongo
2 contributi interessanti. Il primo è un articolo sulla scuola primaria prodotto da due storici dirigenti scolastici di Milano, Gianni Gandola e Federico Niccoli, il secondo, ad opera di un Ispettore della P.I. Giancarlo Cerini, è un report commentato della relazione della 7^ commissione della Camera dei deputati al piano programmatico previsto dalla L.133.
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